🔍 Prima di comperare "La campana non suona per te" di Charles Bukowski mi ero documentato un po', non avendo mai letto nulla di questo autore. Avevo letto che "Lo stile di Buk è inimitabile, inconfondibile, schietto, sincero fino alla morte, e sempre originale. Scorrevolezza e dialoghi hanno fatto scuola a tantissimi scrittori nel tempo poi divenuti famosi". Cercando in rete sapevo che "Charles Bukowski, controverso scrittore americano, è stato uno dei massimi esponenti della corrente letteraria possibilmente definibile come realismo sporco. L’underground in lingua inglese è stato infatti la sua palestra per oltre 40 anni ed essa ha trovato in lui il più scostante dedicato avventore. Bukowski ci ha raccontato l’America come nessun altro ha fatto: ha fatto come se non se ne interessasse, come se non ci fosse, ma a una lettura attenta tutte le sue sfaccettature sono lì, causa e conseguenza dei personaggi e di lui stesso. Il centro di questi racconti sono appunto le scorribande dello scrittore stesso, sia riportate in prima persona che fatte rivivere da alter ego non così poi dissimili. Irriverente, sincero, Bukowski sembra dire tutto e non nascondere niente: ed è così.". Ed ecco che nei suoi racconti la stravaganza, l’alcool e il sesso possano far pensare a una vita vissuta pienamente e senza indugi, senza il benché minimo barlume di serietà. C'è chi sostiene che questo sia il vero genio di uno scrittore: lui non è per "chi crede che la buona letteratura possa essere definita tale solo in presenza di profondi pensieri pedantemente e pretenziosamente riportati, che i veri scrittori debbano definirsi tali perché ermetici veramente; al contrario ci insegna che è la condivisione di una condizione comune a rendere la letteratura davvero fruibile, che c’è un universo nascosto anche quando le frasi sono semplici e sembrano già palesare tutta la verità". Alla fine del libro mi sono però ritrovato con quarantaquattro racconti tutti di pochissime pagine il cui tema era sempre "Sesso, droga e rock'n'roll" ed onestamente, proprio perché scritti senza censure e in maniera così schietta e senza filtri, li ho trovati un po' troppo simili tra loro, tanto che alla lunga sapevo già dove Bukowski sarebbe andato a parare. Forse ho sbagliato libro, forse avrei dovuto iniziare da un altro, forse è quello che farò...
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