La donna sulla Luna


🖋️ Giulio Leoni

🔍 Un omicidio sul set, una profezia inquietante e il cinema tedesco alle soglie del nazismo: La donna sulla Luna è un thriller storico suggestivo, ma non privo di sbavature.
Berlino, 1929. Nel cuore pulsante della Repubblica di Weimar, il regista Fritz Lang sta girando La donna sulla Luna, ambizioso film di fantascienza che anticipa visioni spaziali e tensioni politiche. Attorno a lui gravitano figure reali e potenti: la moglie e sceneggiatrice Thea von Harbou, il fisico Hermann Oberth, il giovane Wernher von Braun e, sullo sfondo, l’interesse crescente del partito nazionalsocialista. Il set, ricostruito con cura maniacale, diventa teatro di un delitto: una collaboratrice viene trovata morta tra le dune artificiali della Luna. La polizia vorrebbe archiviare il caso, ma Egon Meinecke, responsabile della sicurezza dell’UFA, decide di indagare.
La trama si sviluppa come un noir classico, con atmosfere cupe, club segreti, personaggi ambigui e una profezia firmata Erik Jan Hanussen, illusionista e astrologo legato a Hitler. Meinecke si muove tra sospetti e silenzi, in una Berlino che vibra di creatività e minaccia, dove il cinema è sogno e propaganda, e ogni passo può essere spiato.
L’ambientazione è il punto forte del romanzo: Leoni ricostruisce con precisione il mondo del cinema tedesco, le tensioni culturali, le ambizioni scientifiche e il clima politico che precede l’ascesa del nazismo. La scrittura è fluida, il ritmo sostenuto, e la tensione cresce con efficacia. Il lettore viene immerso in un’epoca affascinante e pericolosa, dove il confine tra finzione e realtà si fa sottile.
Tuttavia, non tutto è perfettamente calibrato. Alcuni passaggi risultano eccessivamente descrittivi, rallentando l’indagine. Il protagonista Meinecke, pur credibile, manca talvolta di spessore emotivo, e la risoluzione del mistero, seppur coerente, non raggiunge il climax atteso. Anche la figura di Hanussen, pur intrigante, resta più evocata che realmente esplorata.
La donna sulla Luna resta comunque un romanzo interessante, soprattutto per chi ama il cinema d’epoca e i thriller storici con ambientazioni originali. È un’opera che mescola storia, tensione e suggestione, e che offre uno sguardo insolito su un momento cruciale della cultura europea. Non il più potente tra i romanzi di Leoni, ma sicuramente uno dei più atmosferici.

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