Curiosità e misteri di Torino
🖋️ Renzo Rossotti
🔍 È un lungo viaggio quello narrato da Renzo Rossotti, un viaggio dentro Torino che parte dalla nascita della città e finisce intorno al 1990. Un libro che penso abbia richiesto molte ricerche e molta fatica, ma da cui emerge tutta la forza di una città forse poco conosciuta come meta turistica, ma che varrebbe davvero la pena visitare viste le tante bellezze, i parchi, i musei, i monumenti e tutto quello che Torino stessa nasconde e che pochi sanno. Curiosità e misteri di Torino è diviso in capitoli che partono con la nascita della città tra mito e realtà, per passare all’epoca romana, a quella medievale, fino ad arrivare alla fine del secolo scorso. In mezzo ci sono capitoli dedicati alla Torino magica con Cagliostro, Nostradamus, Erasmo da Rotterdam e alla Torino dei Santi con Cottolengo, Cafasso, Don Bosco. Non mancano Torino nera, Torino bianca e Torino rossa, con personaggi come Gramsci, Togliatti e Mussolini. Per ogni capitolo si citano fonti storiche e non mancano curiosità o avvenimenti strani e interessanti dedicati ai vari periodi.
Rossotti costruisce questo viaggio come un gioco di scatole cinesi, in cui Torino si svela sin dai suoi più remoti albori, quando Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti per conquistarla. Ne emerge una città incredibilmente “magica”, capace di attirare alchimisti, avventurieri, personaggi come Casanova e Cagliostro, e allo stesso tempo una città in cui Lombroso fu affascinato dallo spiritismo nascente e in cui, secondo alcune leggende, impererebbe il diavolo, prediletta persino dagli extraterrestri. Rossotti racconta una Torino “bianca”, legata alle tradizioni religiose e ai suoi santuari; una Torino “rossa”, agitata dal socialismo che fece di Borgo San Paolo una “piccola Stalingrado”; e una Torino “nera”, con i suoi segreti e i delitti insoluti che ispirarono Dario Argento e affascinarono Alfred Hitchcock.
Si narra di quando c’era il re, di quando nacque il primo parlamento italiano in cui, tra i presenti, c’era anche Alessandro Manzoni, fino ad arrivare al famoso Museo Egizio, secondo solo a quello del Cairo e recentemente ristrutturato. Il libro passa poi a elencare le varie zone della città: via Garibaldi, il decumano massimo della Torino romana; via Po, dove venne installato il primo parafulmine e le prime grondaie; il parco del Valentino con il suo castello e il borgo medievale; la Mole Antonelliana; Superga, nata dal voto dopo l’assedio dei francesi. Poi un elenco delle botteghe dove nacque la moda, e ancora Hitchcock, Dario Argento, Fruttero e Lucentini, i negromanti di corte, i primi gialli ispirati a fatti reali.
Infine un caleidoscopio di curiosità: il Bicerin, la bagna caoda, i grissini nati per il re, i giandujotti, l’illuminazione pubblica. Un libro scritto e ben curato, con citazioni tratte da storici e dai diari di personaggi famosi passati per Torino, e dove accanto alla storia vengono inseriti aneddoti come la “Fetta di polenta”, la casa costruita da Antonelli in seguito a una scommessa, o il fatto che via Garibaldi si chiamasse un tempo via Dora Grossa. Divertente e interessante allo stesso tempo, quest’opera ci fa attraversare una città bella fuori e bella dentro, conducendoci per mano mentre camminiamo nel centro storico a soffermarci sui palazzi per cercare quelle curiosità cui solitamente passiamo davanti senza accorgercene.
Non manca Cavour, così come non manca l’altorilievo del dito di Colombo che i torinesi toccano perché credono porti fortuna: fu restaurato due volte, tanto era consumato, più del piede di San Pietro in Vaticano. Ci sarebbe molto altro da scrivere, ma lascio scoprire a chi lo vorrà tutte le curiosità e i misteri di Torino, magari organizzando un bel viaggio in una città ormai diventata meta turistica frequentata da italiani e stranieri, soprattutto dopo le Olimpiadi invernali. Buon viaggio a tutti.

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