L'ultimo conclave
🧩Le avventure di Cal Donovan (08)
🖋️ Glenn Cooper
🔍 L’ultimo conclave si apre con un evento che scuote il Vaticano dalle fondamenta: la morte improvvisa di papa Giovanni XXIV, avvenuta appena due anni dopo l’elezione. È un inizio che porta con sé un senso di urgenza, perché la macchina del conclave deve mettersi in moto senza esitazioni, mentre l’aria è ancora carica di sconcerto. La processione dei cardinali, il rito dell’Extra omnes, le porte che si chiudono: tutto procede secondo tradizione, almeno fino a quando il tempo non comincia a dilatarsi e la fumata attesa non arriva.
La decisione della segretaria di Stato, Elisabetta Celestino, di rompere il sigillo del conclave nasce da un’inquietudine che cresce pagina dopo pagina. Quando apre le porte della Cappella Sistina, la scena che la attende ha qualcosa di irreale: i cardinali sono scomparsi, come se l’intero collegio elettivo fosse stato inghiottito da un vuoto improvviso. È un’immagine che rimane impressa, perché trasforma un luogo simbolo in un enigma che nessuno sa spiegare.
Cal Donovan arriva in Vaticano come commentatore della CNN, ma si ritrova subito coinvolto nelle indagini. La sua presenza introduce un ritmo diverso, più dinamico, perché il mistero non riguarda solo la sparizione dei cardinali, ma un disegno che sembra essersi mosso nell’ombra per secoli. Alcuni passaggi hanno un’intensità che nasce proprio da questa stratificazione: il presente che si incrina, il passato che riaffiora, le tracce di un piano che ha attraversato otto secoli senza mai rivelarsi del tutto.
La narrazione alterna momenti di tensione a momenti più riflessivi, in cui emerge la fragilità delle istituzioni e delle persone coinvolte. Elisabetta, con il suo ruolo delicato e la responsabilità di tenere insieme un Vaticano in pieno caos; Cal, che cerca di orientarsi tra indizi che sembrano contraddirsi; e il mondo esterno, sospeso nell’attesa, incapace di comprendere come un conclave possa dissolversi nel nulla. Alcune scelte narrative creano un ritmo serrato, altre lasciano spazio a un’inquietudine più sottile, come se ogni pagina potesse nascondere un dettaglio decisivo.
Il romanzo gioca molto sulla sensazione che la storia stia per rivelare qualcosa di enorme, e allo stesso tempo mantiene un velo di incertezza che accompagna ogni passo dell’indagine. Le sparizioni, i legami con un passato remoto, le motivazioni di chi ha orchestrato tutto: ogni elemento contribuisce a costruire un’atmosfera in cui nulla è davvero stabile, e in cui la verità sembra muoversi appena oltre il campo visivo.
L’ultimo conclave procede così, tra riti antichi e minacce moderne, lasciando emergere un intreccio che si stringe sempre di più attorno ai suoi protagonisti e che non concede tregua fino alle ultime pagine.

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