Il giovane sbirro
🧩Le indagini dell'ispettore Ferraro (03)
🖋️ Gianni Biondillo
🔍 Quando ha deciso di entrare in polizia, Ferraro? Qual è stato il primo morto che ha visto? Quando ha incontrato il collega Augusto Lanza? E perché si è separato dalla moglie? Sono domande che hanno accompagnato i lettori fin dai primi romanzi della saga, e in Il giovane sbirro Gianni Biondillo sceglie finalmente di rispondere. Lo fa con un romanzo generoso, stratificato, che racconta gli anni di apprendistato del futuro ispettore Ferraro, offrendo una prospettiva nuova e affascinante sulla sua formazione umana e professionale.
La narrazione si muove su due binari: da un lato le indagini passate, piccole e sempre più complesse, che segnano la crescita di Ferraro come investigatore; dall’altro, un’indagine principale che si dipana lungo il romanzo, mantenendo viva la tensione e l’interesse. Questo doppio livello narrativo permette al lettore di seguire l’evoluzione del personaggio, cogliendo le sfumature che lo hanno reso ciò che è: un uomo imperfetto, ironico, malinconico, ma profondamente autentico.
Lo seguiamo dalle prime esperienze nelle valli alpine, giovane marito alle prese con la nascita della figlia, fino al trasferimento sulle volanti a Milano. Qui ritroviamo volti noti (Don Ciccio, Mimmo O’ Animalo) e incontriamo nuovi personaggi che arricchiscono il quadro umano del romanzo. Non sempre Ferraro riesce a risolvere i casi, e nemmeno la sua vita privata: ogni giorno è una sfida, tra pasti indigesti, tentativi di laurea, e una giustizia che spesso appare incomprensibile.
Il caso di Kledy, immigrato albanese scomparso misteriosamente, diventa il filo conduttore di un intreccio che racconta non solo la vita di un uomo, ma anche quella di una città e di un’epoca. Milano è ancora una volta protagonista: viva, contraddittoria, febbrile. Biondillo la racconta con affetto e lucidità, senza edulcorarla, ma nemmeno condannarla.
La scrittura è ritmata, ironica, capace di alternare tensione e leggerezza. I dialoghi sono vividi, le scene nitide, e l’umorismo surreale, come quello del collega che interpreta alla lettera ogni modo di dire, aggiunge un tocco comico che bilancia la malinconia. Il romanzo è un affresco urbano e umano, che restituisce dignità narrativa a una Milano letteraria nuova, e che approfondisce il ritratto di Ferraro con sensibilità e intelligenza.
Il giovane sbirro è una lettura coinvolgente e appassionante, che offre una panoramica completa sulle origini dell’ispettore Ferraro. Un romanzo che non solo intrattiene, ma arricchisce, e che conferma la forza narrativa di Biondillo nel raccontare l’umanità attraverso il giallo.

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