Il sapore del sangue
🧩Le indagini dell'ispettore Ferraro (07)
🖋️ Gianni Biondillo
🔍 È una mattina gelida quando Sasà esce dal carcere di San Vittore. Nessuno lo aspetta. Nessuno lo abbraccia. Dopo quasi cinque anni di cella, guarda per la prima volta da uomo libero il cielo sopra Milano. Ha un piano, pochi giorni per metterlo in pratica: recuperare il denaro nascosto, prendere sua moglie e sua figlia, e sparire. Prima che qualcuno, magari un vecchio “amico”, lo faccia sparire per davvero.
Il sapore del sangue è un romanzo che scava nel cuore oscuro della criminalità organizzata, ma lo fa con uno sguardo umano, lucido, mai compiaciuto. Gianni Biondillo ci racconta la storia di Sasà, un ex detenuto con un passato torbido: traffici di droga tra Napoli e la Germania, omicidi per conto della ’ndrangheta, ricatti, alta finanza. Un uomo che avrebbe dovuto scontare trent’anni, e che invece è libero. Legalmente. Come è possibile?
A indagare, controvoglia come sempre, c’è l’ispettore Ferraro. Una telefonata di Augusto Lanza lo mette in allerta: qualcosa di grosso sta per accadere. E così, tra periferie abbandonate e nuovi grattacieli, tra chiese barocche e palestre di pugilato, Ferraro si muove in una Milano sferzata dalla neve, cercando di capire come un ragazzo qualsiasi sia diventato un efferato criminale. E soprattutto, se riuscirà a fermarlo prima che venga di nuovo inebriato dal sapore del sangue. Al quale non ha mai saputo resistere.
La narrazione è tesa, fluida, coinvolgente. Biondillo costruisce un’atmosfera cupa e realistica, dove la città diventa personaggio: Milano è gelida, stratificata, contraddittoria. Le sue strade, i suoi quartieri, i suoi silenzi raccontano tanto quanto i protagonisti. E i protagonisti sono vivi, sfaccettati, inquieti. Sasà è un personaggio complesso, che oscilla tra il desiderio di redenzione e la tentazione della violenza. Ferraro è stanco, disilluso, ma ancora capace di intuizione e tenacia.
Il romanzo mescola suspense, azione e dramma con una riflessione profonda sulla giustizia, sulla memoria, sulla possibilità di cambiare. La scrittura è precisa, evocativa, capace di creare atmosfere e di far emergere le emozioni. I dialoghi sono realistici, le scene nitide, e il ritmo incalzante tiene il lettore incollato fino all’ultima pagina.
Il sapore del sangue è un noir potente, che va oltre il genere. È una storia di colpa e redenzione, di violenza e speranza, di uomini che cercano una via d’uscita in un mondo che non perdona.

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