Io sono l'abisso
🖋️ Donato Carrisi
🔍 Ci sono romanzi che ti prendono per mano e ti portano in luoghi oscuri. Io sono l’abisso non ti prende per mano. Ti afferra per il collo e ti trascina giù. Carrisi questa volta non racconta solo il male: lo fa vivere, lo fa respirare, lo fa pensare. E lo fa attraverso un protagonista che non ha nome, ma ha un’identità precisa: l’uomo che pulisce.
L’ho seguito fin dalle prime pagine, mentre raccoglieva la spazzatura sulle rive del lago, con gesti metodici, quasi rituali. Non prova ribrezzo per ciò che gli altri gettano via. Anzi, sa che lì dentro si nascondono i segreti più profondi. E lui li sa leggere. Perché anche lui ha un segreto. Vive ai margini, invisibile, un’ombra che non lascia tracce. Ma tutto cambia quando incontra la ragazzina col ciuffo viola. Lei è un’interferenza. Una crepa. Una possibilità.
Carrisi costruisce un thriller psicologico che non segue le regole del genere. Non c’è una vera indagine, non c’è un detective, non c’è una trama lineare. C’è un viaggio nel buio. E nel buio si muove anche la cacciatrice di mosche, una donna segnata, determinata, che ha fatto della sua missione una ragione di vita: fermare la violenza, salvare le donne. Quando il fondo del lago restituisce una traccia, lei sa che è un messaggio. E sa che deve stanare l’ombra invisibile che si nasconde al centro dell’abisso.
La tensione è costante, ma non è fatta di inseguimenti o sparatorie. È fatta di silenzi, di gesti, di pensieri. Carrisi intreccia le vite dei personaggi con precisione chirurgica, creando un’atmosfera cupa, disturbante, ma incredibilmente magnetica. Mi sono ritrovato a leggere senza riuscire a staccarmi, cercando di capire chi fosse davvero l’uomo che pulisce, cosa lo spingesse, cosa lo tormentasse.
La scrittura è asciutta, essenziale, ma capace di evocare immagini potenti. I personaggi sono pieni di ombre, di crepe, di verità scomode. E proprio per questo sono credibili. Carrisi non cerca la perfezione: cerca la verità. E la verità, in questo romanzo, fa male.
Io sono l’abisso è un viaggio emotivo e psicologico che non lascia scampo. Un romanzo che ti costringe a guardare dentro, a chiederti cosa si nasconde dietro le porte chiuse, dietro le abitudini, dietro i gesti quotidiani. Carrisi dimostra ancora una volta la sua abilità nel raccontare il male, non come qualcosa di esterno, ma come una possibilità che ci abita. Un thriller che inquieta, che emoziona, che resta.
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