L'ultimo nemico

Il grande romanzo di Ramses
🧩Il grande romanzo di Ramses (05)


🔍 Con L’ultimo nemico, Christian Jacq mi ha accompagnato nell’ultima tappa dell’epopea di Ramses il Grande. È stato un viaggio intenso, carico di emozioni, dove ogni pagina sembrava sussurrare addii, ricordi e battaglie interiori. Ramses è ormai cinquantenne, ma ancora saldo al comando dell’Egitto. Accanto a lui c’è Iset, la nuova sposa reale, mentre il ricordo di Nefertari aleggia come un profumo che non svanisce mai.
Il passato torna a bussare con forza. Uriteshup, assetato di vendetta, si allea con Raia e con Malfi, fratello del defunto mago Ofir, per scatenare una nuova ondata di distruzione. I clan libici si radunano sotto il pugno di ferro di Malfi, e l’Egitto si ritrova di nuovo sull’orlo del caos. Asha, il fedele diplomatico, cerca di mediare con Hattusil, re degli ittiti, ma la richiesta di matrimonio tra Ramses e la figlia del sovrano mette tutto in discussione. Ramses non vuole ripudiare Iset, e questa scelta lo porterà a pagare un prezzo altissimo.
La morte di Asha, ucciso da Uriteshup durante il viaggio di ritorno, è una ferita che ho sentito sulla pelle. Il suo ultimo messaggio, scritto col sangue sulla tunica, è un grido di lealtà che mi ha commosso profondamente. E poi, il gesto straziante di Iset, che si toglie la vita per evitare una guerra: un sacrificio che mi ha lasciato senza parole.
La nuova sposa reale, Mat-Hor Neferura, si rivela arrogante e dispotica. Ramses, disgustato, la reclude nell’harem di Merur, e da lì inizia una nuova spirale di congiure e tradimenti. Uriteshup fugge in Libia, dove continua a tramare con Malfi. Intanto, Hattusil invia un’altra figlia, più mite, per ristabilire l’equilibrio, mentre Meritamun, figlia di Ramses, assume il ruolo cerimoniale accanto al padre.
La battaglia finale contro i ribelli libici è il culmine di tutto. Merenptah uccide Malfi, ma il momento più toccante è quello di Serramanna. Il guerriero sardo, che ho imparato ad amare per la sua lealtà e il suo coraggio, si sacrifica per salvare Ramses. Il colpo mortale lo raggiunge, ma con le ultime forze riesce a strangolare il suo nemico. Le sue ultime parole, rivolte al faraone, sono un addio che mi ha spezzato il cuore.
E poi, il silenzio. Ramses continua a regnare, ma il tempo lo consuma. I suoi amici muoiono uno dopo l’altro, e lui, ormai vecchio e stanco, si spegne sotto un albero d’acacia, accanto ad Ameni. Quel momento, così semplice e così potente, è il vero epilogo di una vita vissuta per il popolo, per la giustizia, per l’amore. Ameni decide di scrivere la sua storia, affinché nessuno dimentichi il Figlio della Luce.
L’ultimo nemico è molto più di un romanzo storico. È una riflessione sul tempo, sul sacrificio, sull’eredità. Jacq ha saputo chiudere questa saga con una delicatezza e una forza che mi hanno lasciato senza fiato. Ramses non è solo un personaggio: è un simbolo, un uomo, un mito. E io, lettore, mi sento quasi "onorato" di aver camminato al suo fianco fino alla fine.

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