Fiori per un vagabondo

I casi di Petri e Miceli
🧩I casi di Petri e Miceli (11)

🖋️ Gianni Simoni

🔍 Un mazzo di fiori, un vagabondo e un’indagine che scava nella vita quotidiana: “Fiori per un vagabondo” è un giallo delicato e sorprendente.
Una sparatoria in pieno giorno, davanti a un bar nella periferia di Brescia. Una Vespa che si allontana a tutto gas verso la tangenziale. Un barbone che si accascia sul marciapiede, colpito da due proiettili, uno alla spalla e uno, letale, in pieno viso. Sembrerebbe una tragica fatalità, un caso di poco conto. Eppure qualcosa non torna.
Il commissario Miceli, reintegrato a tempo pieno in assenza di Grazia Bruni, nota subito le incongruenze: la camicia del vagabondo è di ottima fattura, le unghie dei piedi curate. E poi quel dettaglio silenzioso e inquietante: un mazzo di fiori di campo, lasciato sul luogo del delitto da chissà chi. Miceli, come sempre, chiama in aiuto il suo amico di sempre, l’ex giudice Petri. Insieme, i due iniziano a ricostruire una storia che rischiava di scomparire, proprio come la sua vittima.
Gianni Simoni ci regala un giallo che si legge con piacere, dove l’indagine è solo il punto di partenza per raccontare la vita. Fiori per un vagabondo è un romanzo che intreccia mistero e quotidianità, dove ogni personaggio porta con sé un frammento di verità. L’intuito femminile emerge con forza: una donna in maternità, una casalinga determinata, entrambe capaci di influenzare il corso degli eventi con sensibilità e intelligenza.
La scrittura è fluida, sobria, capace di evocare atmosfere e relazioni con pochi tratti. Brescia è ancora una volta protagonista silenziosa, con i suoi angoli, i suoi ritmi, le sue contraddizioni. Petri e Miceli si muovono tra indizi flebili e intuizioni improvvise, in un’indagine che si fa sempre più umana, più emotiva, più vera.
Fiori per un vagabondo è un giallo che si può leggere per il piacere dell’intreccio, ma anche per la bellezza dei dettagli, per la delicatezza con cui Simoni racconta le persone comuni, le loro paure, le loro scelte. Un romanzo che ci ricorda come, dietro ogni crimine, ci siano vite vissute, sentimenti, gesti quotidiani. E che a volte, un mazzo di fiori può dire più di mille parole.

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