Il processo
🧩Le indagini delle Donne del Club Omicidi (16)
🖋️ James Patterson
🔍 Devo ammettere che recensire un BookShots non è mai semplice: sono libri costruiti quasi esclusivamente su azione e dialoghi, senza grandi spazi per descrizioni o introspezioni. Per questo preferisco raccontarlo a modo mio, come se fosse un riassunto di un caso delle Donne del Club Omicidi, proprio come la professoressa alle medie ci chiedeva di fare con i brani dell’antologia.
La storia parte in maniera quasi consueta: le quattro amiche – Yuki, Cindy, Claire e Lindsay – si ritrovano nel loro locale preferito, ma la quiete dura poco. Lindsay deve lasciare le compagne per un nuovo omicidio. King, un boss della droga che si credeva morto in una precedente indagine, è tornato e ha aperto il fuoco, uccidendo due ragazze. La cattura avviene rapidamente, ma si scopre che non era solo: due complici fanno parte della stessa gang, responsabile di traffici e di altri omicidi.
In cella King non parla, ma durante il rinvio a giudizio minaccia giudici, giurati e avvocati. Il giorno dopo un giurato viene ucciso, segno che le sue parole non erano vane. Il processo inizia quattro mesi più tardi, ma la sera prima anche l’avvocato dell’accusa viene trovato morto: al suo posto si presenta il procuratore distrettuale. Le minacce continuano e Lindsay diventa bersaglio di un attentato, dal quale riesce a salvarsi.
Il clima in aula è incandescente. Durante il processo esplode una bomba: King rimane ucciso, ma prima di morire accusa la moglie Elena di essere la mente dietro tutto. Al funerale, anche lei subisce un agguato.
Come sempre non rivelo la fine, perché Patterson ha ancora qualche asso nella manica e il finale sorprende, ribaltando le aspettative. È proprio questo il suo trucco narrativo: capitoli brevi, ritmo serrato e colpi di scena che obbligano a continuare la lettura. In questo caso, il libro sembra quasi un “riassunto” delle avventure delle Donne del Club Omicidi, ma senza perdere la suspense che rende la serie così avvincente.
Alla fine mi viene da sorridere: che Patterson abbia avuto la stessa professoressa che avevo io alle medie?

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