Il singhiozzo del violino

Le indagini dell'ispettore Lucchesi
🧩Le indagini dell'ispettore Lucchesi (07)

🖋️ Gianni Simoni

🔍 Un violinista silenzioso, un numero tatuato e una memoria che non si può archiviare: “Il singhiozzo del violino” è il romanzo più struggente di Gianni Simoni.
Milano, via Cesare Correnti. Ogni mattina, il commissario Andrea Lucchesi attraversa quella strada e si ferma, anche solo per pochi istanti, ad ascoltare un anziano violinista di strada. Non si sono mai parlati, ma tra loro c’è una strana intesa, fatta di rispetto e silenzio. Quando il violinista viene trovato morto sul ciglio della strada, Lucchesi prende a cuore l’indagine. Non è solo un caso: è un dolore personale.
Un testimone, Ahmed, venditore ambulante, racconta di aver visto un uomo avvicinarsi al violinista, gettargli una moneta con scherno e poi strattonarlo fino a farlo cadere. L’autopsia rivela un dettaglio inquietante: un numero tatuato sul braccio della vittima. Era stato internato in un campo di concentramento. Da quel momento, l’indagine si trasforma in un viaggio nella memoria, nella tragedia della deportazione, in una storia che affonda le radici nella Seconda Guerra Mondiale e che riemerge con forza nel presente.
Lucchesi, già provato sul piano personale, con la compagna Lucia Anticoli in convalescenza e la figlia Alice in cerca di sostegno, si ritrova a ricostruire una vita dimenticata, fatta di dolore, solitudine e dignità. Il romanzo si muove tra presente e passato, tra indizi e ricordi, tra giustizia e memoria. E lo fa con uno stile sobrio, elegante, capace di evocare emozioni profonde senza mai indulgere nel patetico.
Il singhiozzo del violino è un giallo atipico, dove l’indagine è solo il punto di partenza per una riflessione più ampia. Gianni Simoni ci invita a ricordare, a non voltare lo sguardo, a riconoscere il peso della Storia anche nei gesti più quotidiani. Il dolore del violinista diventa il dolore di tutti, e la sua morte una ferita che non si può ignorare.
Il finale è drammatico, inaspettato, ma coerente con il tono del romanzo: non c’è consolazione, solo verità. E Lucchesi, ancora una volta, si conferma un protagonista umano, vulnerabile, capace di ascoltare e di agire. Un uomo che non cerca gloria, ma giustizia. Anche quando è troppo tardi.

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