Lo Hobbit o la riconquista del tesoro


🖋️ J.R.R. Tolkien

🔍 Un viaggio iniziatico tra avventura, crescita e magia.
Rileggo in un paio di giorni Lo Hobbit e torno indietro di una ventina d'anni, o forse più. Sì, perché questo piccolo libretto mi era stato consigliato da un amico molto tempo prima dell'invasione mediatica de Il Signore degli Anelli, del quale rappresenta la prima pietra. Scordatevi il film e pensate ad un bel libro scritto sia per i ragazzi che per gli adulti.
Rileggendolo mi chiedo perché non venga inserito nelle scuole tra i titoli dei compiti delle vacanze. Ma forse è meglio così, forse un libro imposto è meno attraente di un libro desiderato. E se si desidera Lo Hobbit si viene contagiati, si viene catapultati in un mondo nuovo in cui il nostro amico ed eroe Bilbo Baggins (un hobbit che odia le avventure) viene quasi costretto da uno stregone e da un manipolo di nani ad affrontare un'impresa che cambierà il mondo: trovare un tesoro che si trova in una montagna.
La trama è semplice e potente: Bilbo, giovane hobbit dai piedi grandi e dalla vita tranquilla, si unisce a un gruppo di nani esuli guidati da Thorin Scudodiquercia e dallo stregone Gandalf il Grigio. Insieme affrontano una spedizione per recuperare un grandioso tesoro custodito nella Montagna Solitaria. Durante il viaggio, Bilbo incontrerà creature ostili, paesaggi incantati, e scoprirà dentro di sé un coraggio che non sapeva di avere. Tornerà a casa con un anello magico dagli ignoti poteri, il cui valore e mistero verranno svelati nella saga fantasy più famosa di tutti i tempi: Il Signore degli Anelli.
Ovvio che alla fine, dopo lunghe e faticose camminate, dopo incontri poco piacevoli (ma anche buone bevute con sottofondo musicale) Bilbo riuscirà a compiere la sua impresa. Ecco, il libro va letto in questo modo: un mondo fiabesco dove c'è il bene e c'è il male e ci sono avventure a non finire. Certo, il libro è stato scritto per i ragazzi, ma anche un lettore adulto sa cogliere tutta quella carica contenuta nelle sue pagine.
Per i più giovani sarà una bella avventura, i più grandi ci vedranno forse di più: un Bilbo pauroso e coraggioso, che riesce però col tempo a cambiare, a vincersi, a vincere, a diventare adulto. Ecco, questo libro andrebbe letto almeno due volte nella vita: da ragazzi e da adulti per poter compiere insieme a Bilbo questo salto, per poter passare del tempo in un universo parallelo dove bene e male si incontrano e dove il bene vince ancora.

Commenti

Proposte