Piazza San Sepolcro
🧩Le indagini dell'ispettore Lucchesi (01)
🖋️ Gianni Simoni
🔍 Un ispettore fuori dagli schemi, due indagini che si intrecciano e una Milano cupa e tagliente: “Piazza San Sepolcro” è il noir che non ti aspetti.
Con Piazza San Sepolcro, Gianni Simoni inaugura una nuova stagione narrativa, introducendo un protagonista che lascia subito il segno: l’ispettore Andrea Lucchesi. Dimenticate la compostezza di Petri o la burbera saggezza di Miceli: Lucchesi è un uomo spigoloso, tormentato, arrabbiato con il mondo e con se stesso. È un poliziotto di talento, ma anche un uomo che si porta addosso il peso di una vita difficile, segnata da un’identità che lo mette costantemente in conflitto con l’ambiente che lo circonda.
Lucchesi è un uomo di colore, figlio di madre eritrea, divorziato, solitario, con una casa disordinata e un carattere che gli ha già procurato due procedimenti disciplinari e due penali. È stato trasferito da via Fatebenefratelli al commissariato di piazza San Sepolcro, non per meriti, ma per necessità. Eppure, nonostante tutto, è uno dei migliori investigatori della polizia milanese.
Nel cuore di un inverno freddo e nebbioso, Milano è teatro di due crimini inquietanti: una serie di stupri brutali nelle periferie e l’omicidio di un giovane, trovato morto con un colpo in fronte in un elegante giardino del centro. Due casi apparentemente distinti, ma che finiranno per intrecciarsi in un’unica, sorprendente indagine. Lucchesi, pur non essendo della squadra Omicidi, si ritrova coinvolto suo malgrado, e sarà proprio il suo sguardo laterale, la sua ostinazione e la sua incapacità di scendere a compromessi a fare la differenza.
Simoni costruisce un noir atipico, teso e profondo, dove l’indagine è solo una parte del racconto. Il vero cuore del romanzo è Lucchesi stesso: un personaggio vivo, imperfetto, umano. Il suo rapporto con le donne, la sua rabbia, la sua solitudine, il suo bisogno di giustizia a ogni costo lo rendono un protagonista memorabile, capace di lasciare il segno.
La scrittura è asciutta, incisiva, perfettamente in linea con l’atmosfera cupa e tagliente della Milano descritta. Le luci dei lampioni non bastano a rischiarare le strade, e nemmeno le coscienze. Piazza San Sepolcro è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, ma che resta dentro, per la sua capacità di raccontare non solo il crimine, ma anche le ferite invisibili che ognuno si porta dietro.
Un libro consigliato a chi cerca un noir diverso, più ruvido, più intimo, più vero. E a chi ha voglia di conoscere un nuovo volto della giustizia, quello di Andrea Lucchesi: un uomo che non fa sconti, nemmeno a sé stesso.
Con Piazza San Sepolcro, Gianni Simoni inaugura una nuova stagione narrativa, introducendo un protagonista che lascia subito il segno: l’ispettore Andrea Lucchesi. Dimenticate la compostezza di Petri o la burbera saggezza di Miceli: Lucchesi è un uomo spigoloso, tormentato, arrabbiato con il mondo e con se stesso. È un poliziotto di talento, ma anche un uomo che si porta addosso il peso di una vita difficile, segnata da un’identità che lo mette costantemente in conflitto con l’ambiente che lo circonda.
Lucchesi è un uomo di colore, figlio di madre eritrea, divorziato, solitario, con una casa disordinata e un carattere che gli ha già procurato due procedimenti disciplinari e due penali. È stato trasferito da via Fatebenefratelli al commissariato di piazza San Sepolcro, non per meriti, ma per necessità. Eppure, nonostante tutto, è uno dei migliori investigatori della polizia milanese.
Nel cuore di un inverno freddo e nebbioso, Milano è teatro di due crimini inquietanti: una serie di stupri brutali nelle periferie e l’omicidio di un giovane, trovato morto con un colpo in fronte in un elegante giardino del centro. Due casi apparentemente distinti, ma che finiranno per intrecciarsi in un’unica, sorprendente indagine. Lucchesi, pur non essendo della squadra Omicidi, si ritrova coinvolto suo malgrado, e sarà proprio il suo sguardo laterale, la sua ostinazione e la sua incapacità di scendere a compromessi a fare la differenza.
Simoni costruisce un noir atipico, teso e profondo, dove l’indagine è solo una parte del racconto. Il vero cuore del romanzo è Lucchesi stesso: un personaggio vivo, imperfetto, umano. Il suo rapporto con le donne, la sua rabbia, la sua solitudine, il suo bisogno di giustizia a ogni costo lo rendono un protagonista memorabile, capace di lasciare il segno.
La scrittura è asciutta, incisiva, perfettamente in linea con l’atmosfera cupa e tagliente della Milano descritta. Le luci dei lampioni non bastano a rischiarare le strade, e nemmeno le coscienze. Piazza San Sepolcro è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, ma che resta dentro, per la sua capacità di raccontare non solo il crimine, ma anche le ferite invisibili che ognuno si porta dietro.
Un libro consigliato a chi cerca un noir diverso, più ruvido, più intimo, più vero. E a chi ha voglia di conoscere un nuovo volto della giustizia, quello di Andrea Lucchesi: un uomo che non fa sconti, nemmeno a sé stesso.

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