Tiro al bersaglio

Le indagini dell'ispettore Lucchesi
🧩Le indagini dell'ispettore Lucchesi (06)

🖋️ Gianni Simoni

🔍 Un martello scomparso, tre morti e una città che non perdona: “Tiro al bersaglio” è il noir più cupo e sociale di Gianni Simoni.
Milano, quartiere QT8. All’alba, un droghiere viene ucciso con un colpo di fucile a canne mozze. Poche ore dopo, un uomo viene trovato morto in centro, la testa spaccata da un martello. Il commissario Andrea Lucchesi, chiamato a indagare, si ritrova immerso in un caso che si complica a ogni passo. Il martello scompare, la moglie del droghiere si getta dalla finestra, e il padre della vittima viene ucciso con la stessa arma. Tre morti, nessuna certezza.
Le piste si moltiplicano: un giovane tossicodipendente arrestato, una dirimpettaia amante, un ex datore di lavoro implicato in affari loschi, un figlio ambiguo, uno spacciatore. Ogni personaggio nasconde qualcosa, e Lucchesi, pur malato e costretto a casa, continua a cercare la verità. Al suo fianco c’è Lucia Anticoli, compagna d’indagini e di vita, anche lei provata da un dramma personale che cambierà tutto tra loro.
Nel frattempo, una ragazza si suicida a scuola, vittima di bullismo. È Lucia a occuparsi del caso, mentre Lucchesi cerca di rimettere ordine in un’indagine che sembra sfuggire a ogni logica. Eppure, sarà proprio lui ad avere l’intuizione finale, a svelare l’assassino, a chiudere il cerchio. Ma il prezzo sarà alto.
Gianni Simoni costruisce un romanzo complesso, stratificato, dove il giallo si intreccia con il sociale. Tiro al bersaglio non è solo un’indagine: è uno sguardo impietoso su una Milano cinica e violenta, dove la solitudine, la povertà, la droga e i rancori familiari generano delitti silenziosi e terribili. La scrittura è asciutta, precisa, capace di evocare atmosfere e tensioni con pochi tratti. I personaggi sono vivi, imperfetti, umani.
Lucchesi è sempre più fragile, sempre più vero. La sua rabbia, la sua ostinazione, il suo bisogno di giustizia lo rendono un protagonista che conquista poco per volta. E Lucia Anticoli, con la sua forza e il suo dolore, è una presenza indispensabile, anche quando tutto sembra crollare.
Tiro al bersaglio è un noir che lascia il segno. Perché non cerca la spettacolarità, ma la verità. E perché ci ricorda che dietro ogni delitto c’è una storia, e dietro ogni storia, una ferita.

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