La donna di ghiaccio
🧩Le indagini del detective Erika Foster (01)
🖋️ Robert Bryndza
🔍 Questa volta inizio dalla fine: un lungo interrogatorio a quattro dei sospettati che dura così tanto da ricordare quelli celebri di Maigret, anche se Erika Foster alterna momenti di grande intensità ad altri di attesa, proprio come accade in tutta l’indagine. La storia scorre veloce per alcuni capitoli, poi rallenta, quasi si ferma, ma quei piccoli passi, quei frammenti di indagine che sembrano insignificanti diventano la scintilla che rimette tutto in moto con nuovo slancio. L’indagine prende forma dal ritrovamento del corpo congelato di Andrea Douglas-Brown, figlia di un importante membro laburista, scoperta sotto una lastra di ghiaccio in un parco di Londra, con gli occhi spalancati e le labbra socchiuse, come se fosse morta mentre stava per parlare.
Erika Foster viene subito incaricata del caso e, scavando nella vita della vittima, scopre un mondo di ambiguità: pub malfamati, frequentazioni pericolose, prostituzione, una doppia vita che contrasta con l’immagine perfetta della famiglia perbene. È proprio su questa contrapposizione tra l’alta società londinese e i bassifondi che Bryndza costruisce la trama, intrecciando la morte di Andrea con l’omicidio di tre prostitute uccise secondo un rituale preciso e inquietante. Chi era davvero la ragazza nel ghiaccio? Quali segreti nascondeva? E quanto di ciò che la famiglia racconta corrisponde alla verità?
Nel corso dell’indagine compaiono i familiari della vittima, ognuno con le proprie ombre, e personaggi che si rivelano poco alla volta, come Linda, la sorella di Andrea, così distante dal mondo patinato in cui è cresciuta. Erika ha spesso la sensazione che gli indizi le scivolino via dalle dita, ma la sua determinazione la spinge avanti, anche quando due attentati la mettono in pericolo e quando la tensione si alterna a momenti di apparente immobilità. È proprio grazie a questa alternanza che il romanzo funziona: l’azione non manca, ma sono le pause, le attese, i dettagli che sembrano irrilevanti a rendere credibile il percorso investigativo.
Indagando su due mondi opposti, Erika arriva all’interrogatorio finale in cui tutti i nodi vengono al pettine e in cui si scopre che dietro le apparenze ognuno nasconde i propri scheletri nell’armadio. Questo mix di azione e fasi di stallo mi è piaciuto molto, e sono certo che Erika Foster entrerà stabilmente nella mia biblioteca: il personaggio ha ancora molto da dire e credo che i prossimi thriller di Bryndza giocheranno sullo stesso doppio campo, quello della tensione e quello dell’attesa, che qui funziona così bene.

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