Le otto montagne
🖋️ Paolo Cognetti
🔍 Le otto montagne è un romanzo che parla di montagna, amicizia e crescita, raccontato con una voce intima e autentica. La storia segue Pietro, un bambino di città cresciuto a Milano da genitori uniti da una passione profonda per le vette. Dopo anni di nostalgia per le Dolomiti, la famiglia scopre il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, un luogo isolato e affascinante che diventerà il centro della loro vita estiva. È qui che Pietro incontra Bruno, un coetaneo che vive in montagna tutto l’anno e che si occupa del pascolo delle vacche. Tra i due nasce un’amicizia forte, fatta di silenzi, esplorazioni, sentieri ripidi, case abbandonate e prime scoperte. Parallelamente, Pietro inizia a camminare con suo padre, uomo severo e appassionato, per il quale la montagna è un’educazione, un modo di respirare e di stare al mondo.
Montagna ed amicizia sono i due grandi temi che Paolo Cognetti ci narra in prima persona descrivendo una parte della sua vita. Il libro mi è piaciuto sin dall'introduzione, anche perché nomina alcuni luoghi dove ho passato bei momenti della mia vita, quasi che in alcuni passaggi mi sia ritrovato come protagonista. La storia parte fin dalle Dolomiti, dove i suoi genitori si sono sposati per poi trasferirsi a Milano, ma la forza della montagna li ha spinti a trovare nuovi posti sulle Alpi occidentali per trascorrere le vacanze. È proprio lì che Pietro passa la propria infanzia ed è lì che incontra Bruno, con cui nel tempo crescerà una grande amicizia. Le prime escursioni con il padre, gran camminatore, e i giochi con l’amico che ritrova ogni estate diventano il tessuto vivo del racconto.
Il romanzo è raccontato in prima persona e tutti i personaggi sono descritti con una psicologia reale, concreta, segno che questa storia, seppur romanzata, affonda le radici nella vita vera. Così come sono reali le descrizioni delle montagne, degli animali, dei gesti quotidiani. La vita spinge Pietro lontano, fino in Nepal, dove si confronta con la Grande Montagna e dove un nepalese gli racconta la storia delle otto montagne che dà il titolo al romanzo. Intanto sua madre e Bruno continuano la loro vita parallela, sempre legata alla montagna. Pietro, trasferitosi a Torino, ricomincia a frequentare Bruno sempre più spesso, aiutandolo nelle difficoltà e ritrovando in lui un punto fermo. La baita lasciata dal padre, la ricostruzione dell’alpeggio di Bruno, le perdite che segnano entrambi, le eredità morali e affettive che li legano: tutto contribuisce a un racconto che parla di ciò che resta, di ciò che si perde e di ciò che si cerca.
Ci sarebbe ancora molto da raccontare: la storia del padre di Pietro, quella della madre, la baita che diventa simbolo di un legame, l’amicizia che resiste al tempo e alle distanze, le tragedie che segnano entrambi i protagonisti. Un libro che piace e fa riflettere, mentre Pietro riparte definitivamente per il Nepal alla ricerca delle otto montagne, così come ciascuno di noi è alla ricerca di ciò che vorrebbe diventare. La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli: è un modo di vivere la vita, un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura. Cognetti lo sa bene e ambienta tra vette e baite un romanzo potente, che esplora rapporti difficili ma granitici, la possibilità di imparare e la ricerca del proprio posto nel mondo.

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