Il dovere di uccidere

Le inchieste del commissario Van Veeteren
🧩Le inchieste del commissario Van Veeteren (06)

🖋️ Håkan Nesser

🔍 Van Veeteren è finalmente in pensione, immerso nella quiete della libreria antiquaria Krantze e in una relazione che sembra offrirgli un equilibrio nuovo. Non ha alcuna intenzione di tornare al lavoro, ma la richiesta di aiuto di Münster lo costringe a rimettere un piede nel mondo che pensava di aver lasciato. L’omicidio di Waldemar Leverkuhn, un pensionato dalla vita apparentemente irreprensibile, apre un’indagine che si complica fin da subito: la sera del delitto aveva festeggiato con tre amici una piccola vincita alla lotteria, e uno di loro è scomparso nel nulla proprio da quella notte.
La storia si muove con un ritmo più disteso rispetto ai romanzi precedenti, e questa scelta permette di dare spazio alla squadra, che si trova a lavorare senza la guida diretta di Van Veeteren. Münster diventa il centro dell’indagine, e il suo modo di procedere, più empatico e meno disincantato, crea un contrasto interessante con la figura del suo ex superiore. La lentezza iniziale non è un ostacolo, ma un modo per far emergere le dinamiche tra i personaggi, il peso delle relazioni e la fragilità di un gruppo di amici che condivide più di quanto sembri.
Il passato di Leverkuhn, scandagliato con pazienza, rivela una serie di crepe che trasformano un’esistenza ordinaria in qualcosa di molto più complesso. L’indagine procede per piccoli scarti, intuizioni che arrivano da dettagli minimi, e la presenza di Van Veeteren, anche a distanza, diventa un filo sottile che orienta Münster nei momenti in cui tutto sembra fermo. La costruzione dell’intreccio è solida, e la tensione cresce senza bisogno di colpi di scena forzati, fino a un finale che ricompone la vicenda con una coerenza che lascia emergere la dimensione più cupa della storia.
Il dovere di uccidere è un romanzo che sposta l’attenzione dal commissario alla sua squadra, mostrando come il metodo che Van Veeteren ha affinato negli anni continui a vivere attraverso chi ha lavorato al suo fianco. L’indagine diventa così un percorso che unisce memoria, amicizia e colpa, e che mette in gioco non solo la verità dei fatti, ma anche il modo in cui ognuno sceglie di affrontarla.

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