Il porto delle anime

Il porto delle anime

🖋️ Lars Kepler

🔍 Kosovo, un Paese dove la guerra si combatte tutti i giorni. Ho visto personalmente questi posti e posso immaginare cosa possa essere successo anche grazie ad alcune persone incontrate durante il viaggio. È qui che Jasmine, soldato dell’esercito svedese e madre di Dante, durante un conflitto a fuoco ha un arresto cardiaco. Vive per l’amore del figlio, nato da un commilitone incapace di reggere il peso della guerra e rifugiatosi nell’alcol e nella droga, e proprio questa fragilità familiare rende ancora più forte il legame che la spinge a resistere.
Risvegliatasi dal coma, ricorda di essere stata in una città dove tutto è scritto in cinese, illuminata da lanterne colorate e attraversata da un porto in cui arrivano continuamente nuove persone. Alcune si imbarcano e scompaiono per sempre, altre restano intrappolate. Qui si viene pesati su una bilancia e si riceve una targhetta d’argento, un lasciapassare che non si deve perdere per nessun motivo, perché è l’unico modo per tornare indietro. Jasmine vede uno dei suoi uomini imbarcarsi e capisce che quel luogo non è un’allucinazione, ma un confine reale tra la vita e la morte.
Sfortunatamente, tornata in vita, ha un incidente stradale durante il quale suo figlio Dante rimane gravemente ferito. È proprio per lui che decide di provocarsi un secondo arresto cardiaco, in modo da tornare al porto delle anime. Qui scopre che questo mondo intermedio è governato da regole ferree e da una Triade che controlla la città nell’ombra, trasformando ogni strada in un territorio ostile. Per salvare Dante dovrà lottare, combattere, scappare, ritornare sui suoi passi e affrontare un gioco mortale: il parco giochi, un’arena dove ogni scelta può essere l’ultima.
Un Thriller mozzafiato che ti tiene incollato al libro con Lars Kepler che ancora una volta ci fa vivere una strana ed avvincente avventura insieme ai suoi personaggi. Al di là della trama questo romanzo vuole essere una sorta di interpretazione di cosa accade dopo la morte: ovvio che è fantasia perché nessuno può saperlo. Resta il fatto che, come dice l'autore nella prime pagine "Nessuno sa dove andiamo quando moriamo, nè se i luoghi dell'oltretomba esistano solo dentro di noi, fra i lampi delle sinapsi. Certo, le nostre spiegazioni neurologiche risalgono appena a qualche decennio fa, mentre le testimonianze sono sempre le stesse da millenni. Dalle prime culture scritte fino ad oggi, ciò che ci attende dopo la morte viene descritto in modo sorprendentemente omogeneo". E in quasi tutte si parla di acqua, fiumi, mari (Caronte ne è un esempio) e chissà che qualcosa di vero non ci sia... O no?
Leggetelo anche solo per il puro gusto dell'avventura, ma resta questo dilemma, magari uno spunto per approfondire questo argomento che da sempre ci affascina.

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