L'ultima Odissea
🧩Le avventure della Sigma Force (15)
🖋️ James Rollins
🔍 Il punto di partenza affonda nella Roma del 1515, dove Leonardo da Vinci, rovistando tra i manoscritti degli Archivi Vaticani, si imbatte in un codice arabo del IX secolo. Dentro quel trattato di meccanica trova una mappa del Mediterraneo e una versione dell’XI canto dell’Odissea, quello in cui Ulisse scende nel Tartaro. È un dettaglio che apre una crepa tra mito e scienza, come se qualcuno avesse tentato di tradurre l’inferno omerico in un progetto ingegneristico.
Il romanzo si sposta poi nella Groenlandia di oggi, dove la dottoressa Elena Cargill guida una spedizione incaricata di studiare una nave medievale sepolta sotto il ghiaccio. Nella cabina del comandante trova un manufatto d’oro di fattura araba, una sorta di mappa meccanica che sembra collegarsi al codice studiato da Leonardo. Prima che possa analizzarlo, un commando attacca la squadra e uccide i suoi colleghi, lasciando Elena sola con un enigma che qualcuno vuole sottrarre a ogni costo.
Intanto, a Washington, la Sigma Force viene allertata: la figlia del senatore Cargill è scomparsa. Painter Crowe coordina le operazioni, mentre Gray Pierce si mette immediatamente sulle tracce dei rapitori. L’indagine lo porta a seguire un percorso che attraversa il Mediterraneo e che ricalca, passo dopo passo, la rotta attribuita a Ulisse. Non è solo una caccia, ma un viaggio che riporta alla luce luoghi e simboli che per secoli sono stati considerati allegorie, e che ora sembrano assumere una forma concreta.
Rollins costruisce un intreccio in cui manoscritti, reperti meccanici e antiche leggende si incastrano con precisione. Il mito del Tartaro non è trattato come un semplice riferimento letterario, ma come un punto di convergenza tra culture, scoperte e ossessioni che hanno attraversato epoche diverse. La Sigma si muove tra archivi, ghiacci, fondali e città mediterranee, mentre ogni indizio apre una possibilità nuova, come se la storia stessa stesse cercando di farsi decifrare.
Questa indagine mette in gioco un’eredità che non appartiene solo al passato, ma a un’idea di conoscenza che ha continuato a circolare sotto traccia, pronta a riemergere nel momento meno prevedibile. È un percorso che mostra come mito e tecnologia possano incontrarsi in modi inattesi, lasciando aperta la domanda su quanto ancora resti da scoprire nelle pieghe della nostra storia.

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