Danzando con il diavolo

Copertina di Danzando con il diavolo
🧩Le inchieste di sorella Fidelma (11)

🖋️ Peter Tremayne

🔍 A Tara, nel 669, la morte del Re Supremo Sechnussach irrompe come un colpo di vento che abbatte ogni certezza. Il sovrano viene trovato con la gola squarciata, e accanto al corpo c’è Dubh Duin, chieftain del clan Cinél, con l’arma ancora in mano. Non tenta di fuggire, non cerca giustificazioni: ammette il delitto e si toglie la vita prima che qualcuno possa interrogarlo. Per chi indaga, il caso sembra chiuso in un lampo, tanto netto da non lasciare spazio a dubbi.
Ma Fidelma non accetta soluzioni che si reggono solo sulla superficie. La scena è troppo ordinata, troppo comoda, troppo perfetta per essere vera. Insieme a Eadulf, inizia a osservare ciò che gli altri hanno già archiviato, e ogni dettaglio che sembrava confermare la colpevolezza di Dubh Duin si incrina. Le testimonianze non coincidono, i movimenti del chieftain prima del delitto non seguono la logica di un assassino, e alcuni comportamenti attorno alla corte suggeriscono che qualcuno abbia lavorato per costruire una verità pronta da consegnare.
L’indagine si trasforma in un percorso che richiede prudenza, perché ogni passo apre un nuovo livello di segretezza. Fidelma si muove tra figure che hanno tutto da perdere se la verità dovesse emergere, e la rete di rapporti che circonda il Re Supremo mostra tensioni che nessuno aveva voluto affrontare. Più la protagonista avanza, più il quadro si complica: ciò che sembrava un gesto isolato diventa parte di un disegno che richiede una mente capace di manipolare, nascondere e colpire senza lasciare tracce.
Il punto più inquietante dell’indagine è la consapevolezza che l’assassino non agisce per impulso, ma per strategia. Fidelma comprende che per arrivare alla verità dovrà accettare di entrare nel terreno scelto dal colpevole, seguendo un gioco che non concede protezioni. Danzando con il diavolo racconta un caso che si apre con una confessione e si chiude solo quando la protagonista riesce a smontare ogni certezza apparente, affrontando un avversario che ha costruito la propria forza proprio nell’ombra.

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