Fede
🧩Le indagini dell'ispettore Avraham Avraham (04)
🖋️ Dror A. Mishani
🔍 Holon è una città che vive di abitudini e di strade che sembrano sempre uguali, e Avraham Avraham sente di essere rimasto troppo a lungo dentro un ruolo che non gli permette di crescere. Ha chiesto un trasferimento, vorrebbe occuparsi di casi che richiedano uno sguardo più ampio, mentre nella sua vita privata prova a trovare un equilibrio con Marianka dopo il dolore per la morte di Ilana Lis. In questo momento sospeso arrivano due eventi che sembrano ordinari, ma che si rivelano più complessi del previsto. Un turista svizzero scompare dall’Hotel Palace di Bat Yam lasciando una stanza svuotata in fretta e un nome che non corrisponde alla sua identità reale. Una neonata prematura viene abbandonata nei pressi di un centro commerciale o segnalata dall’ospedale Wolfson, affidata alle cure mediche mentre nessuno si presenta per riconoscerla.
Avraham entra nella stanza del turista e scopre che dietro il nome registrato si nasconde Rafael Shoshani, cittadino francese residente a Parigi, con una vita che non coincide con la versione ufficiale. La figlia Annette racconta che il padre lavorava per il Mossad, senza poterlo provare, e questa informazione apre una dimensione che va oltre la semplice scomparsa di un cliente. Alcuni dettagli raccolti in hotel non si allineano, la morte per annegamento non risponde a tutte le domande, e la sensazione che ci sia un contesto più ampio diventa sempre più forte. Avraham deve muoversi tra verifiche che lo portano fino a Parigi, dove la storia di Shoshani si chiarisce solo in parte, mentre la presenza di interessi politici e segreti di stato rende ogni passo più delicato.
Parallelamente Esty Vahaba, alle prese con problemi di vista e con una sensibilità che la porta a leggere i comportamenti delle persone oltre le parole, conduce l’indagine sulla neonata. Le telecamere mostrano Liora Talias, la donna che ha lasciato la bambina, e il suo modo di rispondere alle domande rivela contraddizioni che non si possono ignorare. Il gesto non è isolato, ma legato a dinamiche familiari che emergono lentamente e che coinvolgono più persone di quanto sembrasse all’inizio. Esty osserva i silenzi, le esitazioni, le frasi che sembrano dette per proteggere qualcuno, e ogni colloquio apre una nuova possibilità che richiede di essere verificata.
Le due indagini, nate come episodi di routine, iniziano a mostrare punti di contatto inattesi. Avraham si trova a confrontarsi con versioni che cambiano quando vengono approfondite, con comportamenti che assumono significati diversi a seconda del contesto, con scelte che non possono essere giudicate solo attraverso i fatti. Il suo desiderio di salire ai piani alti della sicurezza dello stato si intreccia con la consapevolezza che alcune verità non vengono consegnate facilmente, e che ogni passo avanti può essere ostacolato da chi preferisce mantenere una certa opacità.
Il romanzo costruisce un percorso che mette al centro la giustizia, l’identità e le relazioni familiari, mostrando come due indagini apparentemente ordinarie possano rivelare legami nascosti e responsabilità che non si esauriscono in un fascicolo. Fede diventa il nome della bambina abbandonata e, allo stesso tempo, il filo che accompagna Avraham nella sua idea di giustizia, in una storia che usa la quotidianità della provincia israeliana per mostrare quanto sia complesso tenere insieme verità, scelte personali e rapporti umani.

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