I peccati della bocciofila
🧩La serie di Boscobasso (02)
🖋️ Marco Ghizzoni
🔍 A Boscobasso l’estate prende avvio con l’inaugurazione del nuovo bocciodromo, atteso da settimane e accolto con un entusiasmo che riempie il paese. Il maresciallo Bellomo osserva la folla con una certa cautela, intuendo che un luogo così frequentato potrebbe diventare terreno fertile per tensioni e incidenti. L’impressione si conferma quando, nel corso della stessa giornata, deve intervenire per sedare una rissa che interrompe la festa e introduce un clima di agitazione.
La situazione si complica ulteriormente con la notizia di una scomparsa che richiede un’indagine immediata. Bellomo si ritrova così a gestire un caso delicato mentre attorno al bocciodromo cresce un fermento che non riguarda solo il gioco. I campionati provinciali si avvicinano e la squadra locale punta tutto su Dermille Valcarenghi, giocatore esperto che necessita di allenamenti regolari. Per seguirlo viene scelta una barista brasiliana, presenza che attira attenzioni e commenti, alimentando sospetti e gelosie che si diffondono con rapidità.
Nel giro di pochi giorni la febbre del gioco si intreccia con dinamiche personali che coinvolgono figure molto diverse tra loro. Il rude oste Raffaele finisce al centro di discussioni che non riguardano solo il suo locale. L’appuntato Cannizzaro mantiene la sua rigidità anche quando la situazione richiederebbe maggiore flessibilità. La perpetua Franca osserva gli eventi con una precisione che non lascia spazio a interpretazioni. A questi si aggiunge il parroco don Fausto, che vive un conflitto tra il ruolo di guida spirituale e la necessità di intervenire in una comunità agitata da voci e comportamenti che rischiano di sfuggire di mano.
Gli adulteri, veri o presunti, diventano argomento di conversazione costante. Le maldicenze si moltiplicano e la gelosia porta alcuni abitanti a gesti impulsivi che complicano ulteriormente il lavoro dei carabinieri. Bellomo procede con cautela, cercando di distinguere ciò che ha rilevanza per l’indagine da ciò che appartiene alla vivacità del paese, ma la linea di confine si sposta di continuo. Il bocciodromo, nato come luogo di svago, diventa il centro di una vicenda che coinvolge rapporti, ambizioni e fragilità, mentre la scomparsa iniziale resta un punto fermo che richiede una soluzione.
L’indagine avanza tra verifiche, testimonianze e contraddizioni che costringono Bellomo a rivedere più volte la direzione del lavoro. Il bocciodromo rimane il punto in cui tutto converge, dalle tensioni della squadra ai movimenti di chi preferisce agire lontano dagli sguardi. Quando gli elementi raccolti permettono di chiarire la scomparsa e di ricostruire la catena degli eventi, il maresciallo chiude il caso senza enfasi, consapevole che la soluzione è frutto di una somma di dettagli più che di un singolo colpo di scena.
Il paese riprende la sua attività ordinaria con la rapidità tipica dei luoghi dove ogni episodio viene assorbito e archiviato senza troppi commenti. Le dinamiche nate attorno al bocciodromo non scompaiono, ma si riducono a ciò che sono sempre state: rapporti, rivalità, abitudini che continuano a muovere la comunità. L’estate prosegue con il ritmo consueto, mentre Bellomo registra l’esito dell’indagine e passa al lavoro successivo, lasciando alle bocce e ai loro frequentatori il compito di tornare a occuparsi solo del gioco.

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