Lo specchio del barbiere

I casi di Petri e Miceli
🧩I casi di Petri e Miceli (03)

🖋️ Gianni Simoni

🔍 Questa volta Gianni Simoni punta tutto sull’ex giudice Carlo Petri, protagonista indiscusso di un romanzo che si muove tra Brescia e il lago d’Iseo, tra tabaccherie, cassonetti e pensioncine minacciate. Lo specchio del barbiere è il terzo capitolo della serie investigativa che vede in azione Petri e il commissario Miceli, e si distingue per la sua struttura narrativa a tre filoni, che si aprono in rapida successione e finiscono per incrociarsi in modo sorprendente.
Un presunto rapinatore viene assassinato a colpi di pistola in una tabaccheria del centro di Brescia. Il cadavere di un neonato viene ritrovato in un cassonetto della periferia. Su un’isola del lago d’Iseo, la proprietaria di una pensioncina riceve minacce e persecuzioni da un misterioso aggressore e rischia di impazzire. Petri, in pensione ma mai inattivo, si trova coinvolto in tutti e tre i casi: conosce il tabaccaio, soggiorna nella pensioncina, e viene chiamato da Miceli per collaborare sull’indagine del neonato. Il destino lo mette al centro di un intreccio complesso, che solo la sua lucidità e la sua esperienza potranno sbrogliare.
Il romanzo si inserisce nel genere giallo classico, senza efferatezze né spettacolarizzazioni. Simoni costruisce una trama avvincente, fatta di indizi, deduzioni, osservazioni. La suspense è costante, ma mai forzata. I personaggi sono ben sviluppati: Petri è astuto, ironico, umano; Miceli è burbero, leale, stanco ma ancora combattivo. La loro amicizia è il cuore pulsante del romanzo, e la loro collaborazione dà ritmo e profondità alla narrazione.
La scrittura è fluida, elegante, capace di dipingere ambientazioni vivide e atmosfere credibili. Brescia e il lago d’Iseo non sono semplici sfondi, ma luoghi che respirano, che influenzano gli eventi e i personaggi. Simoni esplora temi come la corruzione, l’ambiguità morale, la fragilità umana, ma lo fa con misura, lasciando che siano i fatti e i dialoghi a parlare.
Il ritmo è incalzante, i colpi di scena ben orchestrati, e la tensione cresce pagina dopo pagina. Il lettore si ritrova coinvolto, curioso, partecipe. Lo specchio del barbiere è un romanzo che si legge con piacere, che non cerca effetti speciali ma che conquista con la sua intelligenza e la sua autenticità.
Consigliato a chi ama il giallo all’italiana, quello fatto di cervello e scarpe consumate, dove la verità si cerca camminando, osservando, riflettendo. Petri e Miceli sono una coppia che funziona, e che promette ancora molte indagini da seguire.

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