Pallida mors

ublio Aurelio - Un investigatore nell’antica Roma
🧩Publio Aurelio - Un investigatore nell’antica Roma (17)

🖋️ Danila Comastri Montanari

🔍 Il crollo improvviso di una tomba sull’Esquilino trascina Publio Aurelio in un’indagine che nasce dalla polvere dei sepolcri. Tra i detriti emerge lo scheletro di una donna fissata al sarcofago con chiodi conficcati nelle ossa, un gesto che non appartiene ai riti romani. L’orrore della scoperta richiama alla mente credenze lontane, provenienti da province dove si racconta di spiriti femminili che seducono e uccidono, e che devono essere immobilizzati per impedirne il ritorno. Aurelio, estraneo a ogni superstizione, preferisce seguire la via della ragione e risalire alla proprietaria della tomba: Festia Velthinia, matriarca di una famiglia etrusca.
Quando arriva nella sua domus per interrogarla, la trova morta nel suo letto, circondata dai nipoti che già discutono di eredità e convenienze. Accanto a loro compaiono due figure che attirano subito l’attenzione: Sofia Sofiana, donna dal fascino magnetico e difficile da decifrare, e Lavinia, cugina povera e insofferente alle regole sociali. La famiglia Velthinia custodisce più di un segreto, e la voce di un tesoro nascosto nei boschi appartenuti a Velthur, fratello di Festia e soprannominato l’Avvoltoio, aggiunge un ulteriore livello di tensione.
La ricostruzione storica emerge nei dettagli: le tombe etrusche ancora presenti sotto la Roma imperiale, le credenze che sopravvivono nelle famiglie di origine antica, i quartieri dell’Esquilino dove si intrecciano superstizione e quotidianità. Aurelio si muove tra questi elementi con la sua consueta lucidità, consapevole che la paura può distorcere la realtà più di qualsiasi leggenda.
Accanto a lui ritroviamo Castore, sempre pronto a smontare le versioni ufficiali con ironia; Pomponia, afflitta da un umore nero che non le impedisce di osservare ciò che gli altri ignorano; e il medico Ipparco, impegnato nel suo progetto di costruire un grande valetudinarium a spese del senatore. Le loro presenze alleggeriscono un’indagine che si fa via via più cupa, tra boschi, tombe, rivalità familiari e apparizioni che ricordano da vicino i moderni racconti di vampiri.
Il ritorno di Aurelio a Roma dopo l’avventura egiziana di Tabula rasa lo riporta in un ambiente che conosce bene, ma che questa volta gli si presenta con un volto più oscuro. Le cascate della Marmora, i boschi della famiglia Velthinia, le tombe etrusche e le dicerie sulle creature notturne costruiscono un’atmosfera sospesa, dove il confine tra razionalità e leggenda sembra assottigliarsi.

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