Il ghostwriter
🖋️ Zoran Zivkovic
🔍 Il ghostwriter si apre nello studio di uno scrittore, in una mattina che dovrebbe essere dedicata al lavoro. La routine viene interrotta da una mail inattesa: un Ammiratore gli propone di scrivere un romanzo che non verrà pubblicato a suo nome. La richiesta è insolita e lo sorprende, perché ribalta il ruolo che si aspetta di avere. Da questo scambio nasce una vicenda che procede con apparente semplicità ma introduce una serie di deviazioni che mettono in discussione il senso stesso dello scrivere.
La proposta dell’Ammiratore diventa il punto di partenza per una riflessione narrativa che coinvolge l’identità dell’autore, la proprietà del testo e la relazione con chi legge. Zivkovic costruisce la storia attraverso piccoli spostamenti: ogni risposta, ogni dettaglio della mail, ogni esitazione dello scrittore apre una possibilità diversa, come se il romanzo richiesto fosse già presente in forma implicita. Il confine tra chi scrive e chi commissiona si fa incerto, e la trama mostra come un libro possa esistere prima ancora di essere scritto.
Nel frattempo, nello studio si aggira Felix, il gatto che osserva, ascolta e interviene con una presenza calma. La sua figura introduce un elemento di equilibrio, un controcampo che ridimensiona le tensioni e riporta la storia a una dimensione concreta. Felix non è un simbolo ma un punto di stabilità, un modo per ricordare che la scrittura, pur nei suoi paradossi, resta un gesto quotidiano.
Il racconto procede con una struttura essenziale, senza spiegazioni superflue, e lascia che la stranezza della situazione emerga attraverso i dialoghi e le reazioni dello scrittore. Zivkovic usa il tema del ghostwriting per mostrare come l’atto creativo possa essere osservato da un’angolazione insolita, dove l’autore si trova a confrontarsi con l’idea di dare forma a un progetto che non gli appartiene.

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