Il morto che non riposa
🖋️ Guy Cullingford
🔍 Cosa fareste voi se vi svegliaste dopo la morte e scopriste di essere il fantasma di uno scrittore ucciso nel sonno? È la domanda che apre la vicenda di Gilbert Worth, autore di discreto successo e uomo dal carattere difficile, che osserva la propria casa da un punto di vista inatteso. La polizia ha chiuso il caso come suicidio, ma lui non accetta quella conclusione e decide di capire chi lo abbia eliminato e per quale motivo. Non può parlare, non può interrogare, non può intervenire. Può solo seguire le persone che gli stavano accanto e cogliere ciò che rivelano quando credono di essere soli.
La trama si sviluppa attorno alla sua famiglia, alla segretaria, al vicino di casa, alla servitù e agli amici più stretti. Ognuno di loro ha un rapporto complesso con Worth, ognuno custodisce irritazioni, segreti, risentimenti. Qualcuno ricorda incidenti strani avvenuti prima della sua morte, qualcuno non crede alla versione ufficiale, qualcuno ha molto da nascondere. Il fantasma osserva le loro occupazioni quotidiane, le conversazioni, le confidenze dette con leggerezza, e da questi frammenti prova a ricostruire la verità. È qui che il romanzo trova la sua forza, nella psicologia dei personaggi e nella capacità dell’autrice di far emergere il loro vero spirito senza mai forzare la mano.
Il caso procede attraverso dettagli che si accumulano e rivelazioni che arrivano con precisione. Gilbert scopre chi lo ha ucciso e quale sia stata la motivazione, con due colpi di scena finali che funzionano alla perfezione, uno dei quali nell’epilogo ha una brillantezza particolare.
Il libro mi è piaciuto per la trovata narrativa e per la capacità di trasformare un punto di vista impossibile in un’indagine credibile. E mentre Gilbert segue i suoi sospetti, la domanda iniziale resta aperta: cosa avrei fatto io nei suoi panni?

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