L'eredità del Fantini

Copertina di L'eredità del Fantini - La serie di Boscobasso
🧩La serie di Boscobasso (03)

🖋️ Marco Ghizzoni

🔍 A dicembre Boscobasso si ritrova immersa in una sequenza di fatti che si intrecciano con rapidità. Il notaio Ersilio Cristalli arriva in paese e il suo ingresso non passa inosservato. Prima rischia di investire il maresciallo Bellomo, poi decide di stabilirsi nella villa che fu del liutaio Antonio Arcari, scelta che irrita il maresciallo per motivi che riguardano l’assenza di Edwige Dalmasso, legata a quella casa più di quanto lui voglia ammettere. Cristalli, deciso a esercitare la professione e a superare le prese in giro che la sua statura gli ha procurato, coltiva anche un’ambizione personale: recitare. Don Fausto gli promette un ruolo nella recita di Natale, salvo poi esitare e comportarsi in modo che suscita domande.
Nel frattempo Amilcare Fantini, titolare dell’officina del paese, muore lasciando al notaio il compito di eseguire le sue ultime volontà. L’eredità è consistente e attira l’attenzione di chi potrebbe avere interesse a contestarla. A complicare la situazione arriva Mirella Fantini, nipote del defunto e suora a Brescia, che si presenta alla porta del notaio in una mattina gelida, senza velo e con l’intenzione di non indossarlo più. L’eredità cambia i suoi progetti e introduce un elemento inatteso nella gestione del testamento.
Attorno a questi eventi si muovono altri fatti che richiedono attenzione. L’auto dell’impiegata comunale Gigliola Bittanti, proprio quella sotto cui è morto Amilcare, risulta introvabile. Don Fausto è vittima di un ricatto a luci rosse che lo costringe a comportamenti ambigui e a scelte che non coincidono con il ruolo che ricopre. Le voci corrono veloci e il paese si ritrova a commentare ogni dettaglio, mentre la recita natalizia viene cancellata e la messa salta, creando un clima che non aiuta a riportare ordine.
Bellomo e i suoi sottoposti devono gestire un insieme di questioni che si sovrappongono. Invidie, pettegolezzi, tradimenti e equivoci si mescolano con la necessità di chiarire la posizione del parroco, di ricostruire la dinamica dell’eredità e di capire cosa sia accaduto all’auto scomparsa. Le storie d’amore che nascono e quelle che rischiano di finire aggiungono ulteriori elementi a un quadro già complesso, mentre il notaio cerca di mantenere il controllo su un testamento che sembra cambiare direzione a ogni nuovo dettaglio.
L’indagine procede tra verifiche e contraddizioni che costringono Bellomo a muoversi con cautela. Ogni informazione raccolta apre una possibilità e ne chiude un’altra, mentre il paese continua a reagire con la consueta rapidità. Quando gli elementi permettono di ricostruire la catena degli eventi, il maresciallo chiude il caso senza enfasi, consapevole che la soluzione è frutto di una somma di passaggi più che di un singolo momento decisivo.
Boscobasso riprende la sua routine con la velocità tipica dei luoghi dove ogni episodio viene assorbito e archiviato. Le tensioni nate attorno all’eredità, alla recita e al comportamento del parroco non scompaiono, ma si riducono a ciò che sono sempre state: dinamiche di paese che continuano a muovere rapporti e scelte. Bellomo registra l’esito dell’indagine e passa al lavoro successivo, mentre il notaio si prepara a restare, convinto che la sua presenza a Boscobasso possa ancora offrirgli qualcosa.

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